17 Marzo Festa nazionale dell’unità d’Italia

 di Roxana Pappalardo – II liceo

Ricorrono i 150 anni dell’unità d’Italia e il nostro pensiero va a quei Mille guidati da Garibaldi, partiti da Quarto; e poi a Cavour, Mazzini e a tanti altri che con il loro sacrificio, ci hanno reso fratelli, come Mameli che cantò e scrisse il nostro inno. Dall’inizio dell’anno siamo impegnati con approfondimenti e letture a riflettere sul vero significato di questo anniversario. E’ capitato di esprimere alcune considerazioni sulla bandiera tricolore e, con grande amarezza, mi accorgo che viene spesso associata alla nazionale di calcio, senza pensare minimamente ai patrioti che hanno combattuto dando la vita per l’amor di patria e per l’unità di questa nazione.

Saranno pure trascorsi 150 anni da quando possiamo dirci figli d’un solo Paese, ma dando uno sguardo in giro e ascoltando il telegiornale, di “Far festa”, nessuno sembra averne più voglia. Oggi più che mai aleggia una grande incertezza, infatti non si capisce se l’Italia è un luogo da cui fuggire o su cui investire. Si scopre un’Italia ancora divisa tra nord e sud non solo geograficamente, ma anche moralmente. C’è una Buona Italia e una “Mala” Italia. Quest’ultima è l’Italia parassita e arrogante, ma c’è l’altra Italia quella che non fa sempre notizia, che si ostina ad inseguire i valori veri e ad essere solidale e aperta. Ed è proprio a questa parte positiva che dobbiamo guardare, ad amministratori virtuosi, imprenditori illuminati e giovani tenaci, come lo specchio delle nostre coscienze. Di recente è uscito il libro del giornalista inglese Bill Emmott “Forza Italia, come ripartire dopo Berlusconi”, in cui l’autore prova a dirci come potremmo essere e indicando alcune proposte concrete, progetti e riforme a misura del cittadino, per uscire dalla crisi. Forse per ripartire basterebbe non dimenticare il nostro passato, un passato che ha radici profonde. Le stesse radici che hanno creato l’Italia dei poeti, degli artisti e dei navigatori…Auguri Italia!!!

Progetto con Il Giornale di Sicilia: "Cronaca in classe"

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