ModiglianiAl Castello Ursino di Catania, che ospita in questo periodo la mostra internazionale “Modigliani: ritratti dell’anima”, giorno 11 Gennaio 2011 si sono recati alcuni alunni della classe IV liceo dell’ Istituto comprensivo paritario Santa Lucia di Adrano, con alcune insegnanti, per ammirare opere dell’artista.

Davanti all’imponente Castello era tutto un fremito ed una frenesia per i momenti che sarebbero seguiti. I ragazzi sono stati immersi in un ambiente lontano dal caos cittadino, come se il tempo fosse regredito fino ad un’ epoca sconosciuta, dove quasi per magia il nostro presente e il ‘900 di Modigliani, il medioevo di Federico II e l’età classica coesistevano.
L’iter , condotto dall’esauriente dott.ssa Belfiore, ha avuto inizio in una vasta sala dove è stato possibile conoscere la “tortuosa” vita dell’artista e dell’uomo Modigliani, secondo un ordine cronologico: una famiglia ebrea, alcol e droghe, ma anche il suo futuro, che preme in maniera violenta sul presente modo di intendere l’arte. E ancora l’ambiente bohemien del quartiere di Montmartre, a Parigi, e le competizioni tra artisti.

Di straordinario interesse “il diario della madre” Eugènie Garsin e la tavolozza dell’artista, di cui è stato possibile ammirare 25 disegni, 3 oli su tela, 5 sculture, oltre a 7 disegni inediti, mai esposti in Sicilia.

I suoi disegni ricchi di numeri e segni cabalistici, le sue figure vuote o ricche di emozioni, i suoi colori, ora vivi ora opachi, sono stati perfettamente accompagnati dai capolavori dei suoi amici più intimi come Picasso, Toulouse-Lautrec e Jacob, e dei contemporanei Orloff, Chéret, Viegels, Foujita.
Le opere esposte palesano l’urgente bisogno di esprimersi da parte di questi “geni”, gettare su tela le proprie idee e i propri sentimenti. Estremamente visibile nelle tele di Modigliani è l’amore di e per Jeanne Hebuterne, la compagna che lo seguirà anche nella morte.

Motivo di orgoglio è stato il disegno raffigurante Agatae, attribuito all’artista livornese, nel quale sono ravvisabili simboli legati alla Cabbala e al mondo esoterico che si mescolano all’iconologia cattolica. Si ricorderà, infatti, che lo stesso Modigliani aveva assistito alla conversione dell’amico Max Jacob alla religione cristiana e il nonno Isacco lo aveva iniziato alla pratica esoterica.
alunni modiglianiDi estremo interesse si sono rivelate anche le sculture che riprendono lo stile tribale dell’Africa, stravolgendolo e modificandolo secondo la spontaneità di Modigliani che, innamorato di quest’arte, ne sarà influenzato per tutta la vita. Influenza che divorerà anche lo stile pittorico, segnato profondamente dal tempo e dai macchiaioli; ne risulta una sintesi del tutto personale e carica di emozioni.

Esempio ne è la tela raffigurante la “sua” Jeanne dove appare simile alle maschere africane con il collo allungato, il volto perfettamente ovale ricco di colori caldi contrastanti agli occhi, anima del quadro, che spiccano di un blu intenso. I colori sono vivi e accesi segnati dalla rottura di una pennellata frenetica, sintomo di una profonda frenesia e di una carica enorme; le pennellate sono però interrotte dai contorni scavati nel colore e marcati di nero per segnare il volto ed escludere lo sfondo creato solo da macchie frenetiche alla ricerca di quegli occhi.
Alla fine di questo “viaggio” le emozioni si sono mescolate tra loro, come i colori della tavolozza dell’artista, creandone delle nuove.

La mostra è stata l’occasione per riflettere sulle passioni di un artista che ha segnato la nostra storia e che ha lasciato veri e propri capolavori.